Ginkgo biloba: benefici per memoria, acufeni e circolazione

Ginkgo Biloba Benefici

La pianta di Ginkgo biloba è una specie arborea molto longeva e resistente, considerata un fossile vivente: le sue origini risalgono infatti a oltre 200 milioni di anni fa. Originaria della Cina, è oggi diffusa in tutto il mondo come pianta officinale per le sue numerose proprietà terapeutiche. Gli estratti ottenuti dalle sue foglie vengono impiegati nella produzione di integratori naturali con azione sul microcircolo, sulla memoria e sul benessere mentale, rendendo il ginkgo biloba uno dei rimedi fitoterapici più studiati al mondo.

A cosa serve il ginkgo biloba

Questo estratto vegetale viene tradizionalmente utilizzato per:

  • Favorire la circolazione sanguigna e la vascolarizzazione cerebrale;
  • Migliorare la memoria e la concentrazione, soprattutto in età avanzata;
  • Contrastare i disturbi dell’equilibrio e gli acufeni (ronzii nelle orecchie);
  • Alleviare sintomi legati alla sindrome premestruale e alla claudicatio intermittens, ossia una zoppia intermittente spesso dovuta a ridotta circolazione sanguigna agli arti inferiori;
  • Supportare le capacità cognitive nei soggetti con declino cognitivo lieve.

Il ginkgo biloba è oggi classificato a tutti gli effetti come integratore e la sua assunzione è regolamentata da diversi studi scientifici e linee guida europee.

Ginkgo Biloba Benefici

Ginkgo biloba: benefici e controindicazioni

I benefici del ginkgo biloba sono attribuibili ai suoi componenti attivi, ovvero flavonoidi, terpeni e ginkgolidi, che hanno proprietà antiossidanti e di vasodilatazione.

Tra le proprietà benefiche più documentate vi sono:

  • Miglioramento della funzione cognitiva in soggetti anziani;
  • Effetto positivo sulla memoria in studenti e adulti sotto stress mentale;
  • Riduzione della frequenza e intensità degli acufeni in alcuni soggetti;
  • Supporto alla circolazione periferica, utile in casi di mani e piedi freddi.

Come tutti gli integratori attivi sul sistema vascolare, anche il ginkgo biloba può presentare effetti collaterali o interazioni:

  • Non va associato a farmaci anticoagulanti (come warfarin o aspirina), per il rischio di emorragie;
  • In rari casi può causare nausea, mal di testa o reazioni cutanee;
  • Nei soggetti ipertesi, il ginkgo non alza la pressione, ma è comunque prudente monitorare i valori in caso di trattamento concomitante.

Dopo quanto fa effetto il ginkgo biloba?

Gli effetti del ginkgo biloba integratore non sono immediati: i primi benefici possono comparire dopo 2-4 settimane di assunzione regolare. Per i disturbi cognitivi o gli acufeni, diversi studi indicano un miglioramento graduale con l’uso continuativo, specialmente dopo 6-8 settimane di trattamento.
Per ottimizzare l’effetto, si consiglia l’assunzione di ginkgo biloba prima o dopo i pasti, in base alla tollerabilità individuale. In genere, è preferibile assumerlo con il pasto principale, per ridurre eventuali disturbi gastrici.

Ginkgo biloba: per quanto tempo si può assumere

L’assunzione di ginkgo biloba può avvenire anche per periodi medio-lunghi, purché sempre sotto controllo di un professionista della salute. In particolare:

  • In caso di utilizzo per la memoria o la circolazione cerebrale, i cicli consigliati vanno dai 3 ai 6 mesi;
  • Per l’uso negli acufeni, è indicato un periodo minimo di 12 settimane per valutarne l’efficacia.

Come per molti integratori, anche per il ginkgo si raccomandano interruzioni cicliche, ad esempio un mese di pausa ogni 3 mesi, soprattutto se ad assumere l’integratore sono persone anziane o soggetti che seguono determinate terapie farmacologiche.

Conclusioni

Il ginkgo biloba integratore è uno dei rimedi naturali più studiati per la sua azione sul microcircolo, sulla memoria e per il supporto in caso di acufeni o disturbi cognitivi lievi. Le proprietà del ginkgo biloba, in particolare quelle legate all’equilibrio vascolare e alla neuroprotezione, lo rendono un supplemento potenzialmente benefico per diverse fasce d’età, sia per giovani adulti in periodi di stress mentale sia per persone anziane, soprattutto in casi di decadimento cognitivo di grado lieve.

Tuttavia, trattandosi di una sostanza attiva, va assunto con consapevolezza: è sempre preferibile chiedere consiglio al medico in caso di patologie, terapie farmacologiche o uso prolungato.

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