Lo Shiitake (Lentinula edodes) è uno dei funghi commestibili asiatici più conosciuti ed è impiegato sia come alimento sia come ingrediente negli integratori alimentari. L’interesse scientifico riguarda soprattutto i suoi beta-glucani, tra cui il lentinano.
La ricerca su Lentinula edodes è ampia a livello sperimentale, mentre gli studi clinici sull’uomo sono meno numerosi e non sempre concordanti.
I benefici del fungo Shiitake
Originario dell’Asia orientale, lo Shiitake cresce naturalmente sul legno di latifoglie ed è coltivato su tronchi. Per questo viene talvolta indicato anche con espressioni come fungo di quercia; si tratta tuttavia di nomi comuni, mentre la denominazione botanica corretta rimane Lentinula edodes.
Quali sostanze contiene lo Shiitake?
Tra i composti maggiormente studiati troviamo i polisaccaridi, e in particolare i beta-glucani. Uno dei più conosciuti è il lentinano, un beta-glucano caratteristico dei cosiddetti “funghi delle querce”.
Il fungo contiene inoltre altre sostanze di interesse nutrizionale e scientifico, tra cui eritadenina, ergotioneina, composti fenolici, steroli e peptidi. Quantità e caratteristiche possono cambiare in funzione della varietà, della parte utilizzata, delle condizioni di coltivazione e del processo di estrazione.
È quindi importante ricordare che due integratori di Shiitake, che riportano lo stesso numero di milligrammi, non sono necessariamente equivalenti: possono differire per utilizzo del corpo fruttifero o del micelio, concentrazione dell’estratto e contenuto di beta-glucani.
Le proprietà dello Shiitake
Le proprietà dei funghi Shiitake sono state studiate soprattutto in relazione ai polisaccaridi e alle loro interazioni con il sistema immunitario, il microbiota e diversi processi metabolici.
Gli studi sull’uomo disponibili forniscono però un quadro ancora limitato, benché le modificazioni osservate, in particolare sul microbiota intestinale e alcuni biomarcatori immunologici, forniscano una base scientifica interessante.
Nel complesso, i benefici del fungo Shiitake rappresentano un’area di ricerca interessante, ma le evidenze cliniche sono ancora troppo eterogenee per attribuire al fungo effetti terapeutici o preventivi certi.
Dal punto di vista normativo, a livello dell’Unione Europea non risulta autorizzato uno specifico claim relativo alle difese immunitarie per Lentinula edodes. Tuttavia, in Italia le Linee guida del Ministero della Salute sugli effetti fisiologici dei botanicals riportano, per lo sporoforo, l’indicazione “Naturali difese dell’organismo” come effetto fisiologico dichiarabile, in attesa della definizione europea dei claims sui botanicals.
Come scegliere un integratore di Shiitake
Se devi valutare uno Shiitake come integratore, è utile controllare più elementi e non soltanto i milligrammi dichiarati.
È importante verificare se viene utilizzato corpo fruttifero, micelio o un estratto, la quantità giornaliera consigliata, l’eventuale rapporto di estrazione e soprattutto la percentuale di beta-glucani, quando dichiarata.
La dicitura generica “polisaccaridi” non equivale necessariamente a “beta-glucani”: i polisaccaridi comprendono infatti molecole differenti. Anche il metodo utilizzato per determinarne il contenuto può influenzare il valore riportato.
Nell’UE, inoltre, l’estratto in polvere ottenuto dal corpo fruttifero di Shiitake è stato riconosciuto nel 2025 come non Novel Food (ovvero un alimento con una storia di consumo sicuro antecedente il 1997, anno di entrata in vigore dei primi regolamenti europei in materia), mentre preparazioni ottenute tramite processi o parti differenti possono avere uno status diverso.
Quindi, non tutte le forme di Shiitake sono equivalenti dal punto di vista normativo: ad esempio, scegliere un prodotto ottenuto dal corpo fruttifero dello sporoforo non ha la stessa valenza di un integratore ottenuto dal micelio.
Dopo quanto tempo lo Shiitake inizia a fare effetto?
Non esiste attualmente un periodo definito dal punto di vista scientifico.
Gli studi sull’uomo hanno utilizzato preparazioni e periodi molto diversi. Alcune ricerche hanno valutato il fungo dopo quattro settimane, altre specifici beta-glucani per circa sei settimane, mentre altri studi su estratti hanno utilizzato periodi di otto settimane o più.
Questi intervalli rappresentano però la durata dei protocolli di ricerca, non il tempo necessario perché un integratore produca un risultato percepibile.
Per un utilizzo quotidiano, è sempre buona norma fare riferimento a dose e modalità d’assunzione indicate sull’etichetta dello specifico prodotto.
Quali sono le controindicazioni del fungo Shiitake?
Lo Shitake è ampiamente consumato come alimento, ma ciò non significa che sia privo di possibili effetti indesiderati.
Una reazione ben documentata è la cosiddetta dermatite da Shiitake, caratterizzata da un’eruzione cutanea intensamente pruriginosa con tipiche lesioni lineari. È stata descritta soprattutto dopo il consumo di Shiitake crudo o poco cotto ed è stata associata al lentinano.
Questo dato riguarda principalmente il fungo utilizzato come alimento e non può essere trasferito a tutti gli estratti presenti negli integratori, sottoposti in genere a processi produttivi differenti.
EFSA, per esempio, nella valutazione di uno specifico estratto sterilizzato di Lentinula edodes, ha considerato non direttamente pertinenti gli eventi associati al consumo del corpo fruttifero crudo, pur precisando che un rischio allergico nei soggetti sensibili non può essere completamente escluso.
Tra le principali precauzioni è quindi opportuno considerare:
- allergia o ipersensibilità ai funghi;
- composizione completa dello specifico integratore;
- gravidanza e allattamento, per la scarsità di dati relativi agli estratti concentrati;
- terapie farmacologiche o condizioni cliniche che rendano opportuno il parere del medico.
Le controindicazioni dello Shiitake dipendono quindi anche dalla forma utilizzata: mangiare il fungo, assumere polvere del corpo fruttifero e utilizzare un estratto concentrato non hanno necessariamente gli stessi effetti.
FAQ sul fungo Shiitake
A cosa serve lo Shiitake?
Lo Shiitake è un fungo commestibile utilizzato anche negli integratori per il suo contenuto di beta-glucani e altri composti bioattivi. Diversi aspetti della sua composizione sono studiati in relazione a processi immunologici e metabolici, ma le evidenze sull’uomo non consentono di attribuirgli proprietà terapeutiche certe.
Dopo quanto tempo fa effetto lo Shiitake?
Non esiste un tempo scientificamente stabilito. Gli studi clinici hanno valutato i partecipanti dopo diverse settimane, ma la durata di uno studio non equivale al tempo necessario perché un integratore faccia effetto.
Qual è la differenza tra Shiitake, Maitake e Reishi?
Sono tre funghi appartenenti a specie differenti. Pur contenendo tutti polisaccaridi e beta-glucani, presentano composizione e caratteristiche diverse e i risultati degli studi su una specie non possono essere attribuiti in automatico alle altre.
Chi non dovrebbe assumere Shiitake?
È consigliabile particolare prudenza in caso di allergia ai funghi, gravidanza o allattamento e durante terapie farmacologiche. In presenza di condizioni cliniche o trattamenti continuativi è opportuno confrontarsi con il medico prima di assumere estratti concentrati.
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