Le maltodestrine sono carboidrati complessi utilizzati nel settore alimentare e sportivo grazie alla loro capacità di fornire energia rapidamente disponibile. Presenti sia negli alimenti industriali sia negli integratori con maltodestrine, vengono spesso associate al mondo dell’endurance, del bodybuilding e del ciclismo.
Tuttavia, attorno a questi composti esistono ancora molti dubbi: le maltodestrine fanno male? Hanno effetti sulla glicemia? Possono essere assunte da chi soffre di diabete?
Sapere cosa sono le maltodestrine, dove si trovano e come usarle in modo corretto permette di fare scelte più consapevoli, soprattutto quando si parla di nutrizione sportiva e metabolismo energetico.
Cosa sono le maltodestrine
Le maltodestrine sono polisaccaridi ottenuti dall’idrolisi parziale dell’amido, principalmente derivato da mais, riso o frumento. Dal punto di vista chimico rappresentano catene di glucosio di lunghezza variabile e vengono classificate in base al cosiddetto “DE” (Destrosio Equivalente), parametro che indica il grado di idrolisi dell’amido.
Più alto è il DE, maggiore sarà la velocità di assorbimento e l’impatto sulla glicemia. Per questo motivo le maltodestrine vengono spesso usate negli integratori energetici destinati agli sportivi.
Le maltodestrine in polvere sono molto diffuse perché facilmente solubili, neutre nel gusto e pratiche da utilizzare in bevande pre-workout, intra-workout o recovery drink.
Dal punto di vista nutrizionale:
- apportano in media circa 4 kcal per grammo;
- rappresentano una fonte rapida di glucosio;
- vengono assorbite velocemente dall’intestino;
- aiutano a reintegrare le riserve di glicogeno muscolare.
Non tutti sanno dove si trovano le maltodestrine: è bene infatti sapere che vengono largamente usate anche come addensanti o stabilizzanti nell’industria alimentare, per cui potenzialmente ne assumiamo di frequente, pur senza saperlo.
Tra gli alimenti che contengono maltodestrine ci sono bevande sportive, gel energetici, snack industriali, prodotti da forno confezionati, alcuni sostituti del pasto, prodotti dietetici e alimenti ultra-processati.
A cosa servono le maltodestrine
Le maltodestrine sono impiegate principalmente come fonte energetica rapida. Per questo trovano largo utilizzo negli sport di endurance come corsa, triathlon e ciclismo.
Durante un’attività fisica intensa o prolungata, le riserve di glicogeno muscolare tendono a ridursi in modo progressivo. L’assunzione di carboidrati facilmente assimilabili può aiutare a sostenere la disponibilità energetica e ritardare la comparsa della fatica.
Secondo la posizione ufficiale della International Society of Sports Nutrition, l’assunzione di carboidrati durante e dopo l’esercizio può supportare il recupero delle riserve di glicogeno e migliorare la performance in attività prolungate e negli sport di lunga durata.
Quando assumere le maltodestrine
Il momento migliore per assumere maltodestrina dipende dall’obiettivo:
- Prima dell’allenamento: per aumentare la disponibilità energetica.
- Durante l’attività fisica: soprattutto in sessioni superiori a 60-90 minuti.
- Dopo l’allenamento: per favorire il recupero del glicogeno muscolare.
Nello sport, le maltodestrine sono spesso associate ad altri nutrienti come aminoacidi essenziali, elettroliti, creatina e proteine del siero del latte.
Infatti, alcuni studi suggeriscono che la combinazione carboidrati-proteine possa migliorare il recupero muscolare post-esercizio rispetto ai soli carboidrati.
Va comunque ricordato che il fabbisogno varia in base a:
- intensità dell’allenamento;
- durata dello sforzo;
- composizione corporea;
- obiettivi nutrizionali e stato di salute individuali.
Integratori con maltodestrine: controindicazioni e interazioni
Gli integratori con maltodestrine sono generalmente ben tollerati se utilizzati nelle quantità appropriate e nel contesto di una dieta equilibrata. Tuttavia, un consumo eccessivo può causare:
- gonfiore addominale;
- disturbi gastrointestinali;
- aumento rapido della glicemia;
- eccesso calorico.
Chi si domanda se la maltodestrina fa male, dovrebbe considerare soprattutto il contesto di utilizzo. In soggetti sedentari o con scarso dispendio energetico, un eccesso di carboidrati rapidamente assimilabili può contribuire a squilibri metabolici e aumento del peso corporeo.
Dal punto di vista delle interazioni, è opportuno prestare attenzione in caso di:
- terapie ipoglicemizzanti;
- insulino-resistenza;
- diabete;
- regimi alimentari low-carb o chetogenici.
Come già sopra accennato, le maltodestrine possono inoltre essere presenti in molti prodotti industriali senza che il consumatore ne sia pienamente consapevole. Leggere attentamente l’etichetta aiuta a comprendere la reale quantità introdotta, così da bilanciare in modo opportuno dieta e integrazione.
Maltodestrine e diabete
Il rapporto tra maltodestrine e diabete è uno degli aspetti più discussi, proprio perché le maltodestrine hanno un indice glicemico generalmente elevato, spesso superiore a quello del saccarosio.
Questo significa che possono determinare, diversamente dalle destrine cicliche, un rapido aumento della glicemia, specialmente se assunte da sole e in quantità elevate.
Per questo motivo, chi soffre di diabete o di alterazioni del metabolismo glucidico dovrebbe valutare con attenzione il consumo di maltodestrine, sempre con il supporto di un professionista sanitario, in grado di consigliare al meglio anche in base all’attività fisica praticata.
Diverse revisioni scientifiche sottolineano inoltre come la risposta glicemica ai carboidrati dipenda fortemente da:
- timing di assunzione;
- attività fisica praticata;
- composizione del pasto;
- sensibilità insulinica individuale.
Nei soggetti sedentari, invece, un’assunzione frequente e non controllata di carboidrati ad alto indice glicemico può non essere ideale nel lungo periodo, per cui si consiglia la massima cautela.
Le maltodestrine fanno male ai reni?
Si tratta di un dubbio diffuso, ma allo staso attuale non esistono evidenze scientifiche solide che dimostrino che le maltodestrine, assunte nelle quantità comunemente utilizzate, siano direttamente dannose per i reni nei soggetti sani.
Il problema può emergere indirettamente in presenza di:
- eccesso calorico cronico;
- obesità;
- diabete non controllato;
- squilibri metabolici.
È però ovvio che, in questi specifici casi, non sono le maltodestrine in sé a rappresentare il fattore principale, ma il contesto metabolico generale.
In caso di patologie renali preesistenti, qualsiasi strategia nutrizionale dovrebbe essere valutata dal medico o dal nutrizionista, soprattutto quando include integratori energetici o elevati apporti di carboidrati.
FAQ sulle maltodestrine
- Le maltodestrine sono zuccheri?
Le maltodestrine derivano dall’amido, ma vengono metabolizzate rapidamente come fonte di glucosio. Per questo motivo hanno un comportamento simile ai carboidrati ad alto indice glicemico. - Le maltodestrine fanno ingrassare?
Un eccesso calorico complessivo può favorire l’aumento di peso, per cui il consumo di maltodestrine, apportando energia rapidamente disponibile, dovrebbe essere contestualizzato al livello di attività fisica. - 3. Maltodestrine o zucchero: cosa cambia?
Le maltodestrine hanno generalmente una struttura più complessa rispetto al saccarosio, ma possono avere un indice glicemico anche superiore. - 4. Le maltodestrine sono utili nel ciclismo?
Sì, vengono spesso utilizzate nel ciclismo e negli sport di endurance per supportare la disponibilità energetica durante sforzi prolungati. - 5. Dove si trovano le maltodestrine?
Le maltodestrine si trovano in integratori sportivi, bevande energetiche, gel, snack industriali e diversi alimenti processati.
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